lyra belaqua

Assomigliava molto a un orologio, o a una bussola, perché vi erano delle lancette che si muovevano sul quadrante, solo che invece delle ore o dei punti cardinali, vi erano numerose piccole immagini, dipinte una a una con estrema precisione, come su dell’avorio, con il più fine e sottile dei pennelli di martora. Fece ruotare il quadrante per osservarle tutte: c’era un’ancora; una clessidra sormontata da un teschio; un toro, un alveare. Trentasei in tutto.
«Ma come fai a sapere dove si trovano questi significati?» «E un po’ come se li vedessi. O piuttosto li sentissi, come scendere una scala a pioli di notte, uno scende giù con il piede e ci trova un altro scalino. Be’, io scendo giù con la mente e ci trovo un altro significato e una specie di sensazione di ciò di cui si tratta. E allora rimetto tutto quanto insieme. C’è una specie di trucchetto, come mettere a fuoco»

yorek byrnison

Lyra ebbe l’impressione di vedere un muso e una faccia macchiati di sangue, dei piccoli occhi malevoli e neri, e un’immensità di pelliccia giallastra sporca e opaca.
C’era qualcosa nella presenza dell’orso che la faceva sentire vicina al gelo, al pericolo, a una forza brutale; una forza controllata dall’intelligenza, ma assolutamente non umana, perché gli orsi ovviamente non avevano daimon. Quella strana presenza torreggiante che masticava la sua carne non assomigliava a nulla di quel che poteva aver immaginato, e lei sentiva una profonda ammirazione, e pietà, per quella creatura solitaria.

lee scoresby

Ma lei, signora, spero, comprende il mio dilemma.
Io non sono che un semplice aeronauta, e mi piacerebbe terminare i miei giorni in modo piacevole. Comprare una piccola fattoria, e qualche capo di bestiame, qualche cavallo… Nulla di grandioso, come può notare. Niente palazzi, niente schiavi, niente sacchi d’oro. Solo il vento della sera sui prati di salvia purpurea, un bel sigaro e un bicchiere di bourbon. Il problema è che tutto questo costa.

john faa

L’uomo che rimase in piedi era sulla settantina, ma alto, dotato di un collo taurino, possente. Aveva una semplice giacca di tela e una camicia a scacchi, come molti gyziani; non aveva nulla di diverso dagli altri, all’apparenza, se non un’aria di autorevolezza e di forza. Lyra la riconobbe: era una cosa che aveva lo zio Asriel, e anche il Maestro del Jordan. Il daimon di quell’uomo era un corvo, molto simile a quello del Maestro.

miss coulter

Ormai era fatta; niente e nessun altro esisteva più per Lyra. Fissò la signora Coulter con reverente soggezione, e l’ascoltò rapita e silenziosa raccontare di costruzioni di igloo, di caccia alla foca, di negoziati con le streghe di Lapponia. Le due Accademiche non avevano nulla di tanto interessante da raccontare, e così se ne stettero zitte fino all’arrivo degli uomini.

the dust

Sullo schermo comparve un fotogramma circolare in bianco e nero, fortemente contrastato. Era stato realizzato di notte, sotto la luna piena, e mostrava una baracca di legno ripresa in campo medio, le cui pareti scure contrastavano con la neve che la circondava e ne copriva il tetto con uno strato spesso. In primo piano c’era un uomo in pelliccia, dal viso appena visibile sotto il cappuccio, con la mano levata come per un saluto. Accanto, da un lato, c’era una figura più piccola. Il chiaro di luna bagnava ogni cosa della stessa pallida luminosità baluginante.
«Questo fotogramma è stato realizzato mediante una delle solite emulsioni di nitrato d’argento» disse Lord Asriel. «Vorrei mostrarvene un altro, realizzato dallo stesso punto appena un minuto dopo, con una nuova emulsione appositamente preparata».
Tirò fuori la prima diapositiva e ne inserì un’altra nel telaio. Questa era assai più scura; era come se la luce della luna fosse stata eliminata mediante un filtro. L’orizzonte era ancora visibile, e si distingueva la forma della baracca con il suo tetto chiaro coperto di neve. Ma l’uomo era completamente cambiato; adesso era immerso nella luce, e pareva che una fontana di particelle scintillanti stesse zampillando dalla sua mano alzata.

work in progress

le illustrazioni

queste oscure materie

Queste Oscure Materie” è una trilogia di libri per ragazzi scritta da Philip Pullman che parla di mondi diversi, simili al nostro e solo apparentemente molto lontani – universi che si nascondono dietro ogni oggetto, ogni strada, ogni persona che incontriamo, membrane sottilissime che si sovrappongono, ignare le une delle altre, fino a quando qualcosa non riesce a passare attraverso.

Ho creato dei piccoli loop animati che parlano dei personaggi che popolano i romanzi.